AFRICA - Presentazione dei Brani

AFRICA – Venerdì 17 MAGGIO 2024 – Presentazione degli interpreti e dei brani
 
1)Alpha Blondy 
 

Alpha Blondy è il simbolo del reggae africano, una delle figure più importanti della musica africana di tutti i tempi. E’ nato in Costa D’Avorio nel 1953.
Il suo sound e di grande impatto emotivo e spirituale e canta i suoi testi in ebraico, inglese, francese, arabo e in alcuni dialetti dell'Africa Occidentale.
Si distingue per il suo impegno religioso ed umanitario e promuove l'unità dei tre monoteismi: ebraismo, cristianesimo ed islam.

Il brano : Jerusalem
La canzone che ascolteremo, Jerusalem, è la più nota canzone di Alpha Blondy, con parti anche in arabo e in ebraico. Una canzone di pace e di speranza scritta da un africano profondamente religioso per Gerusalemme, città sacra per tre religioni.

2)Fela Kuti

La sua storia necessita di una spiegazione non breve. Perdonateci ma è necessario.
Fela Kuti nacque in Nigeria, il 15 ottobre 1938 e si spegne il 2 agosto 1997.
E’ uno dei più grandi eroi e dei più amati rappresentanti della musica africana. E’ stato molto di più di un cantante o un musicista, ha dato voce ad un paese come la Nigeria creando un nuovo genere musicale l’afrobeat.
Nel 1970 in Nigeria era scoppiata la guerra del Biafra che portò più di un milione di morti. In questo periodo nacque la nuova band di Fela, gli Africa ’70, con cui l’artista riuscirà finalmente a far confluire passione politica e musicale, impegnandosi su più fronti. A Lagos Fela Kuti fa nascere la cosiddetta repubblica di Kalakuta, una comune dove Fela vive con la sua famiglia, i suoi musicisti e molti altri amici.
Fela si proclama “Black President”, di questo suo nuovo governo, e promuove concerti, riti religiosi, dibattiti e a cui parteciperanno anche artisti come Paul Mc Cartney e James Brown.
Fela Kuti inasprisce i suoi testi e si oppone con ancora più vigore alla dittatura militare del suo paese,  diventando un paladino della libertà, un leader spirituale e politico che coinvolge tutta la popolazione nigeriana, facendola muovere ad un ritmo scatenato.
Nel 1976 esce l’album Zombie; il titolo è riferito ai membri dell’esercito e della polizia nigeriana, visti come morti che camminano, schiavi del governo e incapaci di agire consapevolmente.
Uno sgarbo intollerabile, il 18 febbraio 1977 mille soldati nigeriani assalgono Kalakuta e la distruggono completamente. Durante gli scontri la madre di Fela viene lanciata dalla finestra e morirà qualche giorno dopo a causa dei traumi riportati, Fela Kuti viene selvaggiamente pestato…. Avremo ancora molto altro da raccontarvi … concludiamo !
Al suo funerale partecipano più di un milione di persone.

Il brano : Pansa Pansa

Il lungo, articolato e scenografico brano Pansa Pansa è tratto dal concerto con la sua band Africa 70, suonato per il festival jazz di Berlino, nel 1978.
Fela ci parla di un “gioco spirituale sotterraneo”, underground, come arma con cui combattere regimi oppressivi e idee reazionarie. E’ una critica provocatoria al governo corrotto della Nigeria.

 

3)Miriam Makeba

Miriam Makeba, nota come Mama Africa nacque a Johannesburg 4 marzo 1932. Miriam Makeba morì la notte del 9 novembre 2008 a causa di un attacco cardiaco a Castel Volturno dove si era esibita in un concerto contro la camorra, che aveva lì ucciso sei immigrati africani.
È nota soprattutto per il suo impegno politico contro il regime dell'apartheid che le costò anni di esilio. E’ diventata il simbolo di un popolo oppresso ed è rimasta lontana dal suo paese per ben trent'anni, una sofferenza enorme per lei, così legata alla propria terra.

Il brano : Soweto Blues

"Soweto Blues” parla della rivolta di Soweto del 1976, in seguito alla decisione del governo dell'apartheid del Sud Africa di rendere l'afrikaans, lingua dei bianchi, l’unica lingua di insegnamento nelle scuole. La rivolta fu repressa con la forza dalla polizia, provocando la morte di 700 persone. La canzone divenne così un manifesto contro l'apartheid.


4) Angélique Kidjo

E’ nata nello stato del Benin nel 1960. Tra le più interessanti voci del panorama musicale africano contemporaneo, mescola soul, jazz, samba, funky e sonorità elettroniche.

Il brano : Agolo

Il brano è del 1994; “Agolo” significa "per favore". La canzone parla della necessità di dare più amore alla madre terra affinché possa portare lontano noi e le prossime generazioni.
Angélique Kidjo racconta: "Agolo mi è venuto in mente così : Un giorno stavo buttando fuori la spazzatura e ho pensato che due giorni prima il bidone della spazzatura era vuoto e ora è pieno. Stiamo consumando come dannati. Devo fare marcia indietro e trovare un modo per portare il mio contributo per il bene di madre natura e per me stessa e per mia figlia che viene al mondo."

 

5)Sona Jobarteh

Sona Jobarteh è nata a Londra nel 1983, figlia di madre inglese e padre gambiano.
Appartiene a una delle 5 principali famiglie di griot, suonatori di Kora.
Trascorrendo molto tempo sia in Inghilterra che in Gambia, fonde diversi stili musicali, sia dalla tradizione europea che da quella dell'Africa occidentale.

Il brano : Mamamuso

È un omaggio alla sua defunta nonna, Kumbuna.
Fin dalla prima strofa si avverte subito il riconoscimento di un legame speciale, indicando un mix di ammirazione e profondo legame personale.
Una celebrazione del posto unico che la nonna amata occupa nella vita di Sona.
 

6) Mory Kanté

Mory Kantè nasce in Guinea, il 29 marzo 1950: era il più giovane di 38 fratelli. Anche lui appartenente ad una delle più note famiglie di musicisti griot suonava balafon e kora.
Il 1987 è l'anno del successo internazionale: il singolo “Yeké Yeké” vende oltre un milione di copie in tutto il mondo. Nel 2001 diventa ambasciatore per la Fao.
«Lavorerò con persone di differenti culture e viaggerò in numerosi paesi per dare alla gente la possibilità di aiutarsi reciprocamente. Tutto il mondo si deve mobilitare contro la fame e la povertà».
Da tempo malato, morì il 22 maggio 2020 all'età di 70 anni.

Il brano : Yé ké yé ké

Yé ké yé ké, del 1987, è una canzone d’amore in lingua dei Dogon, lingua parlata unicamente da loro.
Con oltre un milione di copie vendute, si tratta del singolo di maggiore successo del cantante e di quello africano più venduto al mondo.

7) Youssou N'Dour

Youssou N'Dour nasce a Dakar, Senegal, il 1º ottobre 1959.
Ha contribuito a lanciare un genere di musica popolare senegalese, noto come mbalax, a livello internazionale, aggiungendo strumenti moderni come la chitarra a strumenti tradizionali come il sabar.
Nel 1981 ha dato vita al gruppo Super Etoile de Dakar.
Nel 1988 Youssou partecipa assieme a Bruce Springsteen, Peter Gabriel, Sting e Tracy Chapman allo Human Rights Now!, concerti tenuti in nome di Amnesty International. Nel 1989 esce il suo primo album internazionale, The Lion (Gaïnde, in wolof),
Nel 1994 il celebre duetto con Neneh Cherry, con la quale cantò la notissima 7 Seconds, che fu un successo in tutto il mondo.

Il 16 ottobre 2000, Youssou N'Dour è stato nominato Ambasciatore della FAO.

Il brano : The Lion

Il testo della canzone The Lion è in wolof, una lingua parlata in Senegal, Gambia e Mauritania.
Parlando di Africa come non potevamo celebrare la forza e il potere del leone, sia un simbolo della regalità in Senegal che un potente simbolo della cultura africana. I testi descrivono infatti la maestosità del leone e la paura che ispira in chi lo incontra. Il ritornello esorta gli ascoltatori a riconoscere e celebrare l'importanza culturale del leone.
La canzone include anche riferimenti alla storia del Senegal e alla sua lotta per  l'indipendenza e per un futuro migliore.


8) Fatoumata Diawara

Attrice, cantante, compositrice: sono molti i talenti di Fatoumata Diawara, originaria del Mali e nata nel 1982, ma cresciuta in Costa d’Avorio. Con la sua musica diffonde un messaggio culturale che guarda al futuro e al mondo.
Fatoumata è un’attivista sociale e canta i drammi della sua gente.

Il brano : BONYA

BONYA è un brano del 2018. Diawara ricorda che "'Bonya' significa rispetto. Questo è il valore più importante che dobbiamo coltivare. “Mi sento una Madre universale, quindi non mi preoccupo solo per me stessa, mi preoccupo anche per i nostri figli. Sono gli adulti del futuro. Il messaggio del video è che con rispetto possiamo risolvere la maggior parte delle nostre differenze e restituire lo stesso."